Quando si parla delle serie televisive che hanno cambiato la percezione generale relativamente ai prodotti del piccolo schermo, il pensiero corre a titoli come I Soprano e Breaking Bad, per citare due serie tv non più in produzione e di cui i fan ancora oggi sentono forte la mancanza.

Tra le serie tv che invece sono ancora in onda chi senza dubbio merita di entrare nel novero di quelle serie tv capaci di gareggiare in qualità con produzioni cinematografiche di spessore, vi è senza ombra di dubbio House of Cards. Per chi ancora non si fosse avvicinato a questa serie, ecco alcuni motivi per cui dovrebbe farlo quanto prima.

I coniugi Underwood

La trama di House of Cards (news House of Cards 5) risulta abbastanza semplice: cosa è disposto a fare un uomo per arrivare al suo obiettivo? Quando questo obiettivo è la Casa Bianca, sicuramente qualsiasi cosa, visto che si è nell’ambito della politica, degli intrighi e dei ricatti. Ebbene, uno dei motivi per avvicinarsi ad House of Cards è senza dubbio la presenza di due attori come Kevin Spacey e Robin Wright.

Lui interpreta Frank Underwood, uomo politico di lungo corso che quando si trova ad un passo dal diventare Segretario di Stato si trova a dover fare i conti con la mancata nomina: una sconfitta bruciante che lo renderà ancora più feroce e determinato nel perseguimento del suo obiettivo, per centrare il quale è disposto a qualsiasi cosa, anche lasciarsi dei morti alle spalle.

Se il personaggio di Frank Underwood è senza dubbio quello iconico per eccellenza di House of Cards, lo stesso deve dirsi di quello di Claire Underwood, interpretato da Robin Wright. I critici hanno definito il personaggio come un vero e proprio “inno al femminismo anticonvenzionale”, visto che si tratta di un personaggio rientrante a pieno titolo nella categoria degli antieroi, ma ricca di lati complessi e di debolezze.

Il cast e la regia di House of Cards

Quando in una serie televisiva si decide di affidarsi a Kevin Spacey, si è già a metà dell’opera per quanto riguarda il riuscire a tirare fuori dal cilindro qualcosa di qualità. Ma i produttori della serie hanno lavorato benissimo, affiancandogli attori di ottima fattura, a cominciare dalla già citata Robin Wright. Inoltre, vi è da sempre una grande attenzione nella scrittura della sceneggiatura e dei registi delle varie puntate.

Per quanto riguarda questo aspetto basti pensare al fatto che diversi episodi della prima stagione sono stati diretti da David Fincher, che è anche produttore esecutivo di House of Cards.

Le scelte stilistiche e narrative

House of Cards ha diversi pregi ed uno dei tanti è la rottura della cosiddetta quarta parete. Quando ci si appresterà a guardarlo bisogna quindi prepararsi ad un Frank Underwood / Kevin Speacey che parla direttamente con lo spettatore, facendolo sentire decisamente parte della storia.

Questa scelta stilistica riesce, senza che lo spettatore riesca a farci nulla, a trascinare chi guarda dalla parte di Frank, personaggio negativo per eccellenza, ma non per questo piatto e monocorde.

Per quanto riguarda lo sviluppo della trama va detto che un grandissimo merito di chi da anni scrive House of Cards è la capacità di non lasciare nessuna storyline in sospeso o in un vicolo cieco: certo, questo vuol dire dover dire addio ad alcuni personaggi in modo improvviso e drastico, ma meglio una serie capace di sviluppare appieno tutti i propri filoni narrativi, che una dove le cose vengono messe da parte e lasciate in sospeso.

 

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